venerdì 19 dicembre 2008

UN UFO A RIO DE JANEIRO

Ha 101 anni ed è (probabilmente) l'ultimo dei grandi mestri dell'Architettura. Scrisse da qualche parte "la fantasia e l'immaginazione sono per me alla base dell'architettura"... una frase che ho sempre tenuto a mente. Per saperne di più, semmai qualcuno fosse curioso, cliccate QUI.

giovedì 11 dicembre 2008

OTRANTO E LA LUCE


Quando capito in un posto che non conosco mi piace andare a caccia di edifici, noti o meno noti, senza una guida e senza una meta: li chiamo i miei giringiro. Quest'estate sono capitato ad Otranto per una mostra di architettura su Alvaro Siza, il celebre architetto portoghese (che vorrei portare anche a Spoleto) e mi è presa voglia di andare oltre il bellissimo centro storico, nella periferia della città per capire cosa costruiscono oggi, laggiù. E mi è capitato di imbattermi in questo divertente edificio dalle finestre sparujate (è Spoletino significa sparse, più o meno) e dalle cornici estruse verso l'esterno a protezione dal sole... Non so chi l'abbia progettato, ma mi pare... consolatorio che ogni tanto tra tanta monnezza ci sia qualche edificio di anonimo autore che sia degno ricordare. Non mi è parsa una brutta periferia, in generale edifici bianchi piacevoli e sensati con almeno un vago sentore di Architettura; li trovi qua e là un pò come i funghi. Va anche detto però che ad Otranto hanno una luce che sul bianco sbatte che è un amore... e anche le cose più modeste ne traggono beneneficio... fortunati gli architetti ( e i geometri) di Otranto! I più smaliziati poi invece di sforacchiare il volume dell'edificio con mille balconi e portici hanno avuto l'illuminazione (!) di opporre una parete piena alla luce che in pieno sole ti acceca e riempe gli occhi di una effusiva e dilatata limpidezza che contrasta con il cielo azzurro...

martedì 18 novembre 2008

POLLAI D'ARCHITETTURA


Ho difficoltà a parlare del mio “linguaggio architettonico” e forse per ritrosia personale evito di inerpicarmi in discorsi troppo complessi per essere riassunti in poche righe...
Non so spiegare da dove tragga ispirazione e da dove escano i miei segni e disegni. Certo di maestri ne ho in mente e Dio solo sa le notti passate a sfogliare libri e riviste o a ridisegnare opere di architetti celebri; ma spesso non basta lo studio a spiegare; a volte ci sono dei corto-circuito che non ti spieghi, delle cose viste distrattamente che ti trovi in punta di penna e non sai spiegare perché siano rimaste impigliate tra un neurone e l’altro. Credo sia un pò come per Gaudì con le forme della natura o per Miralles che ad un occhio distratto sembra avesse “solo” una grande capacità inventiva e arbitraria e che invece è (anche) frutto di un repertorio formale ricco di trasposizioni, reinterpretazioni e di immagini sedimentate nella memoria. Uno stimolo creativo, a volte catturato chissà dove e chissà come. Gli oggetti e gli edifici provvisionali della tradizione contadina su di me hanno un fascino straordinario; ci sono cresciuto dentro, bambino di città portato in villeggiatura, e dentro mi sono rimasti. E rimango sempre folgorato di fronte a certe architetture involontare, dettate da necessità ma non per questo, anzi, proprio per questo, ricche di sorprese nelle forme e nell'accostamento dei materiali (una rete da letto che diventa tamponatura esterna, lamiere ondulate arrugginite , pannelli in legno, tralicci e chissà cos'altro). Ultimante poi, girando per le campagne, mi sta venedo voglia di fare un report fotografico di questi... pollai d'architettura.

venerdì 7 novembre 2008

GEHRY A ZAGAROLO

Quando qualche anno fa Giovanni m'ha mostrato questa foto presa nelle campagne del frosinate sono rimasto incantato... Non Gehry e nemmmeno Calatrava poterono tanto ai miei occhi se non il vento.
Un anonimo capannone dai sostegni precari
e lamiera ondulata a far su da tetto, come in fondo ce ne sono tanti nelle nostre campagne: e poi il vento.
Il vento architetto decostruttivista, e mai definizione fu più calzante, che scombicchera la costruzione fino al "crollo" suggestivo di alcuni esili sostegni. D'accordo non è un edificio in senso pieno, anzi probabilmente è solo una mia suggestione ma tra casette di campagna in stile presuno rustico con trionfi di archetti in pianelle, finti portici, capriate posticce e intonaci giallini, finalmente un architetto coraggioso (e inconsapevole) in barba alle prescrizioni dei PRG che per le zone agricole prevedono che si viva nel villino del mulino bianco, piazza un edificio attuale e ricco di dissonanze plastiche e contrappunti visivi. Sarà solo una suggestione ma a me questa foto m'ha cambiato la vita.

giovedì 6 novembre 2008

INCIPIT

Meditato, a lungo vagheggiato, il mio (primo) blog, il mio spazio su cui postare pensieri, immagini, spunti e considerazioni sull'architettura, sul mio modo di intendere l'architettura e sugli architetti (...certo quelli cialtroni sono più divertenti): In modo giocoso, perfino dissacratorio perchè in fondo è meglio non prendersi troppo sul serio.
Riflessi d'architettura...
Come passato remoto del verbo riflettere: da cui le mie considerazioni, e come sostantivo: mandare riflessi. In inglese veniva via più facile "reflections"...Ma in italiano viene via più divertente: (io) riflessi di architettura, che però è errore.
Ma potevo chiamare il mio blog "Riflettei d'architettura
...?
Abbiate pazienza...
Sono decisamente più divertenti i riflessi.