Quando qualche anno fa Giovanni m'ha mostrato questa foto presa nelle campagne del frosinate sono rimasto incantato... Non Gehry e nemmmeno Calatrava poterono tanto ai miei occhi se non il vento.Un anonimo capannone dai sostegni precari e lamiera ondulata a far su da tetto, come in fondo ce ne sono tanti nelle nostre campagne: e poi il vento.
Il vento architetto decostruttivista, e mai definizione fu più calzante, che scombicchera la costruzione fino al "crollo" suggestivo di alcuni esili sostegni. D'accordo non è un edificio in senso pieno, anzi probabilmente è solo una mia suggestione ma tra casette di campagna in stile presuno rustico con trionfi di archetti in pianelle, finti portici, capriate posticce e intonaci giallini, finalmente un architetto coraggioso (e inconsapevole) in barba alle prescrizioni dei PRG che per le zone agricole prevedono che si viva nel villino del mulino bianco, piazza un edificio attuale e ricco di dissonanze plastiche e contrappunti visivi. Sarà solo una suggestione ma a me questa foto m'ha cambiato la vita.
1 commento:
Sei un genio, il tuo modo di vedere l'architettura riflette la tua genialità e il tuo modo di essere...complimenti per il blog...a presto.
Marco
P.S. Spero che sia il primo di una lunga serie di commenti...ciao
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